Escursionismo in Liguria

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di Franca Caluzzi e Stefano Gandolfo
 
Diario 2009
   

M. GOTTERO dal passo della Cappelletta

22 gennaio 2009 - Paolo, Maurizio, Franca, Gianpiero, Chiara, Renato, Mino, Giorgio, Franco M., Giovanni

Siamo partiti dal Passo della Cappelletta con ciaspole e ramponi al seguito. In realtà la neve, abbastanza compatta, mi ha permesso di arrivare fino alla vetta senza indossarli. Il tempo era grigio, senza colori, la temperatura abbastanza mite. Per la discesa fino al Passo dei Due Santi, ripida e nel bosco, ho preferito indossare i ramponi, che poi ho tenuto fino alla fine. L'acqua che scorre in molti tratti del sentiero ha sciolto la neve e ci ha costretti più volte a lasciarci scivolare per arrivare al fondo allagato del sentiero, camminare nell'acqua e risalire sulla sponda opposta. Il sentiero della discesa si ricongiunge con quello della salita poco sopra il Passo della Cappelletta dove le quattro grandi pale eoliche caratterizzano il paesaggio.

In cresta, prima di arrivare alla vetta
La croce della vetta che ricorda l'anno santo del 1933 abbattuta sul fianco
In gruppo sulla vetta
In cresta, prima di arrivare alla vetta
La croce della vetta che ricorda l'anno santo del 1933 abbattuta sul fianco
In gruppo sulla vetta
Sotto il passo dei due Santi. L'acqua ha sciolto la neve e il sentiero è allagato.
Sosta al sole che, avaro, si è fatto vedere poco prima dell'ultima discesa che porta al passo della Cappelletta
In discesa verso il passo della Cappelletta dove tre altissime pale eoliche caratterizzano il paesaggio
Sotto il passo dei due Santi. L'acqua ha sciolto la neve e il sentiero è allagato.
Sosta al sole che, avaro, si è fatto vedere poco prima dell'ultima discesa che porta al passo della Cappelletta
In discesa verso il passo della Cappelletta dove tre altissime pale eoliche caratterizzano il paesaggio
Da Rocca d'Aveto saliamo verso il Prato della Cipolla

M. MAGGIORASCA e M. BUE da Rocca d'Aveto

29 gennaio 2009 - Gianpiero, Giovanni, Renato, Mino, Chiara, Franca

Cielo azzurro, neve bellissima, temperatura mite. Finalmente una gita che merita l'onore del Diario. Alle 9 siamo partiti da ROCCA D'AVETO con le ciaspole e abbiamo seguito il sentiero a sinistra della pista da sci segnato col rombo vuoto giallo. Il sentiero si snoda nel bosco fino al PRATO DELLA CIPOLLA. Splendido il prato: sulla sinistra la tettoia del barbecue, il nuovo rifugio e il sentiero che porta verso il M. NERO. Di fronte il M. BUE. A destra il bosco che nasconde l'arrivo della seggiovia e, in alto, il MAGGIORASCA. Dal PRATO DELLA CIPOLLA abbiamo seguito la pista battuta dal "gatto" fino al crinale e poi, nel bosco prima e allo scoperto poi, siamo arivati sul MAGGIORASCA. Erano le 11. Oltre a noi qualche sciatore salito con le pelli fin quassù per godersi una discesa su neve veramente bella. Ancora una cavalcata sul crinale fino a raggiungere il M. BUE e il ritorno al PRATO DELLA CIPOLLA dove, seduti comodamente davanti al rifugio chiuso, abbiamo pranzato e ci siamo riscaldati al sole. Una veloce discesa, sempre con le ciaspole che sono risultate indispensabili, ci ha riportati a ROCCA D'AVETO.

Da Rocca d'Aveto saliamo verso il Prato della Cipolla
Un controluce per il Prato della Cipolla
Il nuovo rifugio sulla sinistra del prato
Saliamo a fianco del bosco verso il crinale
Un controluce per il Prato della Cipolla
Il nuovo rifugio sulla sinistra del prato
Saliamo a fianco del bosco verso il crinale
Ultima salita prima di arrivare al crinale che divide il Maggiorasca, a destra, dal monte Bue
Siamo ormai sul crinale e gli alberi sono bianchi di neve
Al centro spuntano le antenne sul Maggiorasca
Ultima salita prima di arrivare al crinale che divide il Maggiorasca, a destra, dal monte Bue
Siamo ormai sul crinale e gli alberi sono bianchi di neve
Al centro spuntano le antenne sul Maggiorasca
Stiamo per arrivare alla cima. Dietro di noi il monte Bue.
Ecco la statua della Madonna
Dietrofront per tornare sui nostri passi e poi salire fino al monte Bue. Sullo sfondo si possono indovinare le Alpi.
Stiamo per arrivare alla cima. Dietro di noi il monte Bue.
Ecco la statua della Madonna
Dietrofront per tornare sui nostri passi e poi salire fino al monte Bue. Sullo sfondo si possono indovinare le Alpi.
 

M. RAGOLA dal passo dello Zovallo

19 febbraio 2009 - Elio, amico Elio, Mino, Gianpiero, Renato, Franca

Abbiamo lasciato il passo dello Zovallo e ci incamminiamo per fare il giro del Ragola
La neve è ottima. Chi indossa le ciaspole, chi i ramponi, chi, come Elio e il suo amico, niente.
Il Ragola si trova al di là di questa parete, che noi aggireremo.
Abbiamo lasciato il passo dello Zovallo e ci incamminiamo per fare il giro del Ragola
La neve è ottima. Chi indossa le ciaspole, chi i ramponi, chi, come Elio e il suo amico, niente.
Il Ragola si trova al di là di questa parete, che noi aggireremo.
Si scende per aggirare la parete. C'è una traccia che va verso destra e supera la parete direttamente ma noi non la seguiamo.
Sui pianori
Il Ragola è nascosto dall'anticima. Io e Gianpiero ci fermiamo qui mentre gli altri proseguono.
Si scende per aggirare la parete. C'è una traccia che va verso destra e supera la parete direttamente ma noi non la seguiamo.
Sui pianori
Il Ragola è nascosto dall'anticima. Io e Gianpiero ci fermiamo qui mentre gli altri proseguono.
In vetta con questa immagine ripresa con l'autoscatto da Elio
Sulla via del ritorno con lo sfondo del Ragola
Una foto al Ragola dai pianori sottostanti
In vetta con questa immagine ripresa con l'autoscatto da Elio
Sulla via del ritorno con lo sfondo del Ragola
Una foto al Ragola dai pianori sottostanti
 

M. GROPPO ROSSO, M. RONCALLA, M. CIAPALISCIA, M. MAGGIORASCA da Rocca d'Aveto

25 giugno 2009 - Bruno, Bruna, Paolo, Nirvana, Gianni, Franca

Una bella salita nel bosco da Rocca d'Aveto per raggiungere il rifugio Astass
Sul Groppo Rosso
Sopra le rocce a picco su S. Stefano il Groppo Rosso è un dolce pendio prativo
Una bella salita nel bosco da Rocca d'Aveto per raggiungere il rifugio Astass
Sul Groppo Rosso
Sopra le rocce a picco su S. Stefano il Groppo Rosso è un dolce pendio prativo
Il gruppetto sul Groppo Rosso
Il Ciapaliscia dal Roncalla
Sul Roncalla. In cammino per salire sul monte Ciapaliscia.
Il gruppetto sul Groppo Rosso
Il Ciapaliscia dal Roncalla
Sul Roncalla. In cammino per salire sul monte Ciapaliscia.
Eccoci sulla sommità del Ciapaliscia
Il Prato della Cipolla è cosparso di candidi piumini 
Il Prato della Cipolla, il rifugio, il monte Bue e il Maggiorasca. Sul prato si stanno assemblando i pezzi per lo skilift che collegherà il rifugio alla seggiovia
Eccoci sulla sommità del Ciapaliscia
Il Prato della Cipolla è cosparso di candidi   piumini  
Il Prato della Cipolla, il rifugio, il monte Bue e il Maggiorasca. Sul prato si stanno assemblando i pezzi per lo skilift che collegherà il rifugio alla seggiovia

M. PENNA da Amborzasco

2 luglio 2009 - Paolo, Giovanni, Gianpiero, Mino, Gianni, Franca

Partiti da Amborzasco incontriamo l'abitato di Casoni
Il prato verdissimo e le sagome del Pennino e del Penna. Siamo alla Caserma Forestale del monte Penna.
Al Passo dell'Incisa si può osservare questo cippo del 1828 che segnava il confine tra il Ducato di Parma e il Regno di Sardegna. La croce dovrebbe essere quella sabauda.
Partiti da Amborzasco incontriamo l'abitato di Casoni
Il prato verdissimo e le sagome del Pennino e del Penna. Siamo alla Caserma Forestale del monte Penna.
Al Passo dell'Incisa si può osservare questo cippo del 1828 che segnava il confine tra il Ducato di Parma e il Regno di Sardegna. La croce dovrebbe essere quella sabauda.
L'uscita del canalino del Penna. In basso la costruzione della Caserma Forestale.
Il cocuzzolo del Pennino e "La nave" dalla vetta del Penna
In vetta
L'uscita del canalino del Penna. In basso la costruzione della Caserma Forestale.
Il cocuzzolo del Pennino e "La nave" dalla vetta del Penna
In vetta
 

M. MONTARLONE da Fontanigorda

16 luglio 2009 - Mino, Gianni, Franca

Appena fuori del paese di Fontanigorda attraversiamo il bosco delle Fate, ricco di castagni
Dopo aver superato il passo di Esola raggiungiamo il passo di Ertola
Proseguiamo, sempre nel bosco, oltre il passo di Ertola
Appena fuori del paese di Fontanigorda attraversiamo il bosco delle Fate, ricco di castagni
Dopo aver superato il passo di Esola raggiungiamo il passo di Ertola Proseguiamo, sempre nel bosco, oltre il passo di Ertola
Usciamo dal bosco e incontriamo le praterie prima della cima del Montarlone
Ecco la cima del Montarlone, niente più che un dolce rilievo che il bosco ha lasciato scoperto
Gianni e Mino sulla cima del Montarlone guardano in direzione dell'Oramala
Usciamo dal bosco e incontriamo le praterie prima della cima del Montarlone
Ecco la cima del Montarlone, niente più che un dolce rilievo che il bosco ha lasciato scoperto Gianni e Mino sulla cima del Montarlone guardano in direzione dell'Oramala
 

PUNTA MARGUAREIS da Carnino Superiore

10 settembre 2009 - Dino, Paolo, Renato, Mino Gianni, Franca

Dopo qualche anno siamo tornati su questa bella montagna delle Alpi Liguri scegliendo il percorso più semplice che passa dal nuovo rifugio DON BARBERA. Il tempo è stato discreto ma in mattinata nuvole scure e minacciose hanno fatto temere un peggioramento. Partiti da CARNINO alle 8 e 20 con una veloce camminata abbiamo raggiunto la GOLA DELLA CHIUSELLA e i prati del GIAS DI S. DOMENICO con molte mucche al pascolo. Il sentiero è ben tracciato e segnato da grandi ometti ben visibili. Alle 10 e 25 siamo arrivati al rifugio DON BARBERA dove abbiamo fatto una breve sosta prima di riprendere la salita tra le doline carsiche. Alle 11 e 20 eravamo al COLLE DELLA GAINA dove inizia il tratto più ripido della cresta sud del MARGUAREIS e alle 11 e 50 siamo arrivati in vetta. Il panorama non è stato eccezionale per le nubi e la foschia. Suggestivo lo spettacolo della verticale parete nord con la vista della VALLE PESIO ed il RIFUGIO GARELLI. In vetta abbiamo trovato un sacerdote e due ragazzi di Imperia. Breve sosta a causa del freddo e alle 12 e 30 abbiamo iniziato una tranquilla discesa incontrando, prima del colle della Gaina, un botanico, un fotografo e soprattutto un bellissimo cespo di stelle alpine. Sosta al rifugio e poi di nuovo in marcia sullo stesso itinerario della salita per raggiungere Carnino Superiore alle 16 e 30.

Siamo oltre Celle di Carnino e stiamo salendo al rifugio Don Barbera
Il vecchio rifugio, la nuova costruzione del Don Barbera e il colle dei Signori
Abbiamo lasciato alle nostre spalle il rifugio e saliamo verso il Marguareis
Siamo oltre Celle di Carnino e stiamo salendo al rifugio Don Barbera
Il vecchio rifugio, la nuova costruzione del Don Barbera e il colle dei Signori
Abbiamo lasciato alle nostre spalle il rifugio e saliamo verso il Marguareis
Fioritura settembrina tra le rocce carsiche e le doline del Marguareis
Il Marguareis dal colle della Gaina
In vetta abbiamo trovato un sacerdote e due ragazzi di Imperia. La foto è stata scattata da uno di loro.
Fioritura settembrina tra le rocce carsiche e le doline del Marguareis
Il Marguareis dal colle della Gaina
In vetta abbiamo trovato un sacerdote e due ragazzi di Imperia. La foto è stata scattata da uno di loro.
Un bellissimo cespo di stelle alpine sulla cresta sud del Marguareis. Un primo piano dello stesso cespo è alla pagina "Fiori di montagna"
In discesa verso il colle dei Signori e il rifugio
Il rifugio Don Barbera
Un bellissimo cespo di stelle alpine sulla cresta sud del Marguareis. Un primo piano dello stesso cespo è alla pagina "Fiori di montagna"
In discesa verso il colle dei Signori e il rifugio
Il rifugio Don Barbera
 

PIZZO D'ORMEA da Chionea

1 ottobre 2009 - Bruno, Dino, Maurizio, Paolo, Gianpiero, Chiara, Renato, Mino, Gianni, Franca

Erano due anni giusti che non tornavamo sul Pizzo d'Ormea. Il tempo è stato incerto per tutto il giorno, nebbia e rasserenamenti, temperatura mite. Una lunga camminata sulla dorsale della cresta nord est ci ha portati sotto il Pizzo dove un grande ripetitore fa ormai parte del paesaggio. Da qui abbiamo percorso l'ultimo tratto di salita tra le roccette del "cono sommitale" e raggiunto la vetta, in tempo per dare un'occhiata verso la val Corsaglia e il lago del Pizzo, verso il Bric Conoia e il Mongioie, prima che la nebbia salisse a cancellare il panorama. Al ritorno abbiamo fatto la deviazione che ci ha portati al rifugio Valcaira per una breve sosta e poi abbiamo ripreso la discesa verso Chionea.

Saliamo lungo la costa Valcaira
La nebbia è sotto di noi mentre proseguiamo verso il Pizzo
Tra poco raggiungeremo il grande ripetitore ancora nascosto dalla dorsale e risliremo l'ultimo ripido tratto che porta in vetta al Pizzo
Saliamo lungo la costa Valcaira
La nebbia è sotto di noi mentre proseguiamo verso il Pizzo
Tra poco raggiungeremo il grande ripetitore ancora nascosto dalla dorsale e risliremo l'ultimo ripido tratto che porta in vetta al Pizzo
Siamo arrivati al grande tabellone del ripetitore. In questa curiosa immagine il Pizzo è fotografato attraverso la struttura metallica che sorregge il ripetitore.
La Rosa dei Venti sul Pizzo
Dino e Maurizio sorridono, seduti in vetta al tiepido sole
Siamo arrivati al grande tabellone del ripetitore. In questa curiosa immagine il Pizzo è fotografato attraverso la struttura metallica che sorregge il ripetitore.
La Rosa dei Venti sul Pizzo
Dino e Maurizio sorridono, seduti in vetta al tiepido sole
Immagine di gruppo in vetta
Dino scende tra le ripide roccette
In discesa lungo la costa Valcaira
Immagine di gruppo in vetta
Dino scende tra le ripide roccette
In discesa lungo la costa Valcaira
Il rifugio Valcaira
Breve sosta davanti al rifugio
In discesa tra le nebbia lungo la costa
Il rifugio Valcaira
Breve sosta davanti al rifugio
In discesa tra le nebbia lungo la costa
 

M. RAMACETO da Pian dei Ratti

8 ottobre 2009 - Bruno, Chiara, Angela, Giovanni, Paolo, Angelo, Renato, Gianni, Franca

 

Partiti da Pian dei Ratti alle 8,30 abbiamo seguito il sentiero con il quadrato rosso vuoto. In questo primo tratto i segni a volte si perdono e il sentiero è trascurato. Abbiamo quindi seguito la sterrata fino al borgo pressochè abbandonato di Soglio dove li abbiamo ritrovati.
Siamo al passo del Dente per una breve sosta con la focaccia. Nella foto la cresta Sud Est del Ramaceto
In vetta. I primi, tra cui Angelo venuto dalla lontana Sicilia, sono arrivati alle 11,30
Partiti da Pian dei Ratti alle 8,30 abbiamo seguito il sentiero con il quadrato rosso vuoto. In questo primo tratto i segni a volte si perdono e il sentiero è trascurato. Abbiamo quindi seguito la sterrata fino al borgo pressochè abbandonato di Soglio dove li abbiamo ritrovati.
Siamo al passo del Dente per una breve sosta con la focaccia. Nella foto la cresta Sud Est del Ramaceto
In vetta. I primi, tra cui Angelo venuto dalla lontana Sicilia, sono arrivati alle 11,30
Le rocce della vetta sono un balcone sulla vallata. In basso il paese di Cichero
Davanti alla Cappelletta
Il gruppetto si sta riposando oltre l'arco di Croce d'Orero dove si trova la chiesetta. Tralci con grappoli di uva un pò asprigna sono arrampicati sul muraglione a fianco della chiesa. Da qui proseguiremo per Orero e poi per Pianezza. I segni che prima seguivano la strada asfaltata fino al cimitero di Orero ora salgono e seguono il crinale per poi ricongiungersi ai vecchi segni ad una cappelletta sulla dorsale, una decina di minuti dopo il cimitero di Orero.
Le rocce della vetta sono un balcone sulla vallata. In basso il paese di Cichero
Davanti alla Cappelletta
Il gruppetto si sta riposando oltre l'arco di Croce d'Orero dove si trova la chiesetta. Tralci con grappoli di uva un pò asprigna sono arrampicati sul muraglione a fianco della chiesa. Da qui proseguiremo per Orero e poi per Pianezza. I segni che prima seguivano la strada asfaltata fino al cimitero di Orero ora salgono e seguono il crinale per poi ricongiungersi ai vecchi segni ad una cappelletta sulla dorsale, una decina di minuti dopo il cimitero di Orero.

M. CROCIGLIA, M. BUE, M. MAGGIORASCA da Rocca d'Aveto

15 ottobre 2009 - Eliio, Giovanni, Chiara, Angela, Gianpiero, Renato, Gianni, Franca, Stefano

Siamo nella conca della Tribolata che abbiamo raggiunto seguendo il sentiero per il Groppo Rosso per poi svoltare a sinistra a quota 1400 circa. I grandi massi sono precipitati dalla ripida parete della Ciapa Liscia che è sulla nostra destra
Proseguiamo nel bosco. Raggiungeremo il crinale tra la Ciapa Liscia e il Crociglia. Fa molto freddo.
Siamo nella conca della Tribolata che abbiamo raggiunto seguendo il sentiero per il Groppo Rosso per poi svoltare a sinistra a quota 1400 circa. I grandi massi sono precipitati dalla ripida parete della Ciapa Liscia che è sulla nostra destra.
Proseguiamo nel bosco. Raggiungeremo il crinale tra la Ciapa Liscia e il Crociglia. Fa molto freddo.
Siamo appena arrivati sui prati della vetta del Crociglia
Dietro al gruppo la grande statua in marmo di un angelo
Abbiamo appena iniziato la discesa dal Crociglia. La prossima meta è il Prato della Cipolla
Siamo appena arrivati sui prati della vetta del Crociglia
Dietro al gruppo la grande statua in marmo di un angelo
Abbiamo appena iniziato la discesa dal Crociglia. La prossima meta è il Prato della Cipolla
Stefano ha fatto una veloce variante, salendo prima sulla Ciapa Liscia e poi scendendo al Lago Nero. L'acqua sembra verde.
Cavalli in libertà al Prato della Cipolla. Dopo aver mangiato al riparo del rifugio il freddo pungente ci ha spronati a camminare ancora. Saliamo sul monte Bue e poi sul Maggiorasca
Siamo sul Maggiorasca. Stefano è già sceso e raggiunge Giovanni e Gianpiero alla sella del Bue. Insieme torneranno a Rocca d'Aveto lungo la pista da sci che, per i lavori di ampliamento, non è al momento nelle migliori condizioni.
Stefano ha fatto una veloce variante, salendo prima sulla Ciapa Liscia e poi scendendo al Lago Nero. L'acqua sembra verde.
Cavalli in libertà al Prato della Cipolla. Dopo aver mangiato al riparo del rifugio il freddo pungente ci ha spronati a camminare ancora. Saliamo sul monte Bue e poi sul Maggiorasca
Siamo sul Maggiorasca. Stefano è già sceso e raggiunge Giovanni e Gianpiero alla sella del Bue. Insieme torneranno a Rocca d'Aveto lungo la pista da sci che, per i lavori di ampliamento, non è al momento nelle migliori condizioni.

M. ALFEO da Gorreto a Ottone

5 novembre 2009 - Elio, Claudio, Paolo, Mino, Dino, Giovanni, Renato, Chiara, Angela, Gianni, Franca

Saliamo da Gorreto tra la nebbia ...
... fino a incontrare il piccolo paese di Bertone.
Lasciamo il paese di Bertone già al di sopra della nebbia e continuiamo a salire.
Saliamo da Gorreto tra la nebbia ...
... fino a incontrare il piccolo paese di Bertone.
Lasciamo il paese di Bertone già al di sopra della nebbia e continuiamo a salire.
Qui siamo in un bel bosco di faggi ...
... qualche albero tanto grosso da mettersi in tre per abbracciarlo.
Stiamo per raggiungere la vetta. Si intravede già la statua della Madonna
Qui siamo in un bel bosco di faggi ...
... qualche albero tanto grosso da mettersi in tre per abbracciarlo.
Stiamo per raggiungere la vetta. Si intravede già la statua della Madonna.
Tutti in posa davanti all'obiettivo.
Sotto di noi si stende un mare di nuvole.
Scendendo verso Ottone incontriamo grandi radure.
Tutti in posa davanti all'obiettivo.
Sotto di noi si stende un mare di nuvole.
Scendendo verso Ottone incontriamo grandi radure.
A Campi facciamo una breve sosta. La chiesa, di cui si vede solo un pezzetto di facciata, è la chiesa di San Lorenzo e risale al 1400.
La discesa continua tra i colori dell'autunno.
La gita si conclude tra il vecchio borgo di Ottone, grosso paese al di là del Trebbia
A Campi facciamo una breve sosta. La chiesa, di cui si vede solo un pezzetto di facciata, è la chiesa di San Lorenzo e risale al 1400.
La discesa continua tra i colori dell'autunno.
La gita si conclude tra il vecchio borgo di Ottone, grosso paese al di là del Trebbia
 

M. AIONA da Bertigaro

19 novembre 2009 - Elio, Claudio, Mino, Dino, Paolo, Renato, Gianpiero, Nino, Angela, Chiara, Franco & Franca, Gianni, Franca

Partiti da Bertigaro abbiamo già superato il lago di Giacopiane. Al lago, anzichè continuare col segnavia rombo rosso pieno, ci siamo tenuti a sinistra, abbiamo percorso un tratto della sterrata che fa il giro del lago e abbiamo imboccato il sentiero A7 che porta alla cappella delle Lame all'omonimo passo.
Tra poco arriveremo al passo delle Lame. Verso ovest il panorama si presenta così: nebbia nelle valli e cielo azzurro pallido.
Al passo delle Lame ci fermiamo per una breve sosta sulle panche di fronte al rifugio Monte degli Abeti.
Partiti da Bertigaro abbiamo già superato il lago di Giacopiane. Al lago, anzichè continuare col segnavia rombo rosso pieno, ci siamo tenuti a sinistra, abbiamo percorso un tratto della sterrata che fa il giro del lago e abbiamo imboccato il sentiero A7 che porta alla cappella delle Lame all'omonimo passo.
Tra poco arriveremo al passo delle Lame. Verso ovest il panorama si presenta così: nebbia nelle valli e cielo azzurro pallido.
Al passo delle Lame ci fermiamo per una breve sosta sulle panche di fronte al rifugio Monte degli Abeti.
I cartelli al passo delle Lame. Da qui seguiremo l'Alta Via che ci porterà al passo Pre de Lame, dove due del gruppo si fermeranno, e poi sull'Aiona.
Siamo sul pianoro sommitale. I segni dell'Alta Via passano appena più a destra della vetta che è ormai vicina.
Claudio, con l'autoscatto, ci fotografa in vetta
I cartelli al passo delle Lame. Da qui seguiremo l'Alta Via che ci porterà al passo Pre de Lame, dove due del gruppo si fermeranno, e poi sull'Aiona.
Siamo sul pianoro sommitale. I segni dell'Alta Via passano appena più a destra della vetta che è ormai vicina.
Claudio, con l'autoscatto, ci fotografa in vetta
Scendiamo dalla vetta per fermarci a mangiare nei pressi del bosco. In basso si può vedere lo specchio d'acqua del lago di Giacopiane.
La temperatura è mite e la sosta piacevole. Qualcuno vorrebbe prolungarla ma le corte giornate di novembre ci spingono a scendere.
Dopo essere tornati al passo Pre de Lame ed esserci riuniti a chi si era fermato seguiamo per la discesa il rombo rosso pieno.
Scendiamo dalla vetta per fermarci a mangiare nei pressi del bosco. In basso si può vedere lo specchio d'acqua del lago di Giacopiane.
La temperatura è mite e la sosta piacevole. Qualcuno vorrebbe prolungarla ma le corte giornate di novembre ci spingono a scendere.
Dopo essere tornati al passo Pre de Lame ed esserci riuniti a chi si era fermato seguiamo per la discesa il rombo rosso pieno.
I colori bruciati dell'autunno nel bosco poco sopra il lago
Ultima brevissima sosta presso la diga del lago di Giacopiane
Un'ultima occhiata al lago e poi giù verso il paese di Bertigaro
I colori bruciati dell'autunno nel bosco poco sopra il lago
Ultima brevissima sosta presso la diga del lago di Giacopiane
Un'ultima occhiata al lago e poi giù verso il paese di Bertigaro
   
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