Escursionismo in Liguria

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di Franca Caluzzi e Stefano Gandolfo
 
Diario 2010

M. ANTOLA da Torriglia

14 gennaio 2010 - Paolo, Dino, Mino, Renato, Giorgio, Angela, Chiara, Gianni e Franca

Il tempo brutto e le strade in cattive condizioni ci hanno suggerito questa gita con partenza da Torriglia. L'ambiente spettacolare è stato quindi una bella sorpresa e ci ha accompagnato in questa traversata con le ciaspole fino alla vetta dell'Antola.

Abbiamo lasciato Torriglia quasi due ore fa ma la neve rallenta molto e la strada da fare è ancora tanta
Nel bosco carico di neve
Siamo alla casa del Piccetto
Il bosco è carico di neve ...
... e il paesaggio veramente suggestivo
Il gruppo in posa nella radura che si incontra poco prima che il sentiero che stiamo seguendo si congiunga con quello proveniente da Bavastrelli
Cartello al bivio tra i due sentieri
Siamo sempre al bivio, poco sotto la casa del Musante
La vecchia casa abbandonata del Musante
Puntini verso la vetta
La chiesetta dell'Antola
La croce è coperta dalla galaverna
Il freddo in vetta ci costringe a scendere fino alla chiesetta dove ci fermiamo a mangiare
La tettoia con il tavolo e le panche che ritroviamo sulla strada del ritorno
Ultima immagine della discesa che ci riporta a Torriglia
 

M. MAGGIORASCA da Rocca d'Aveto

21 gennaio 2010 - Paolo, Dino, Giovanni, Gianpiero, Giorgio, Chiara, Renato, Tonino, Mino, Bruno, Gianni, Franca

Itinerario bello e insolito per il Maggiorasca: da Rocca d'Aveto siamo andati a destra per il passo della Lepre. Incrociato il sentiero con la X gialla che sale da Allegrezze abbiamo seguito i segni che ci hanno portato al Maggiorasca passando vicino alla Croce di Martincano. Dal Maggiorasca al Bue e poi al Prato della Cipolla dove il sole caldo ci ha permesso di di stare seduti sulla veranda del rifugio. In discesa abbiamo seguito per un tratto la nuova pista da sci che collega il Prato della Cipolla a Rocca d'Aveto, poi abbiamo imboccato sulla sinistra un sentiero nel bosco segnato da un cartello per il passo della Lepre. Il sentiero si snoda nel bosco e arriva a una radura, che pensiamo si chiami prato della Rocca, dominata dalla bastionata sud del Maggiorasca. Proseguendo abbiamo raggiunto il passo della Lepre e il sentiero percorso in salita che ci ha riportati a Rocca d'Aveto. Il tempo è stato bellissimo.

Lungo il sentiero con la x gialla che sale al Maggiorasca
La Croce di Martincano
Saliamo nel bosco. Lasceremo la Croce di Martincano sulla sinistra e proseguiremo verso destra per il Maggiorasca
Siamo al roccione, appena sotto la vetta del Maggiorasca, utilizzato come palestra di arrampicata
Aggiriamo il roccione e saliamo verso sinistra. Sulla nostra destra la cornice del Maggiorasca
Il panorama dalla vetta verso est
Dalla cima osserviamo gli ultimi che stanno ancora salendo
Foto di gruppo ai piedi della Madonna. Qualcuno, spaventato dal freddo, è già fuggito
Lasciamo la cima del Maggiorasca per salire al Bue
Comodamente seduti sulla veranda del rifugio al Prato della Cipolla. Incredibilmente qui fa caldo e la sosta pranzo è piacevole
Dopo aver seguito un tratto della pista da sci abbiamo imboccato il sentiero per il passo della Lepre
Il sentiero sbuca in una radura sovrastata dalla parete Sud del Maggiorasca
 

M. CARMO da Caprile

28 gennaio 2010 - Paolo, Dino, Renato, Tonino, Bruno, Roby, Gianni, Franca, Mino

La nebbia che ci ha accompagnati nella prima parte della salita si sta diradando
Stiamo salendo verso le Case del Romano
Il nuovissimo Osservatorio costruito appena sopra Case del Romano
Saliamo sopra le Case del Romano per raggiungere Capanne Carrega. Davanti a noi spunta il Carmo
Il Carmo e, in basso, Capanne Carrega
Nel bosco per salire al Carmo
Ormai fuori dal bosco affrontiamo l'ultima salita che porta in vetta. La neve, abbondante in basso, è stata spazzata dal vento
In vetta
Inizia la discesa. Per mangiare ci fermeremo al limite del bosco
Sulla dorsale Case del Romano - Antola
La via del ritorno segue la dorsale fino al passo Tre Croci
Verso il passo Tre Croci
La panchina ci invita ad una breve sosta
Sul monte Tre Croci
Ancora il monte Tre Croci
Giochi di luci e ombre sulla neve scendendo dal passo Tre Croci verso Caprile
I tetti di Caprile
 

ANELLO DEL LAGO DELLE LAME

12 febbraio 2010 - Dino, Paolo, Bruno, Gianni, Franca

Da Magnasco siamo saliti al lago delle Lame ...
... e abbiamo seguito il sentiero con l'intenzione di raggiungere il passo Pre de Lame e la vetta dell'Aiona/div>
Fa freddo, il cielo è coperto e sotto la neve fresca c'è uno strato ghiacciato
Quando siamo arrivati al bivio erano già le 11 e 20, troppo tardi per salire all'Aiona con le ciaspole ai piedi. E lassù probabilmente ci sarà stato un vento gelido ...
... per questo abbiamo rinunciato alla vetta e ci siamo diretti verso la Cappelletta delle Lame, facendo un anello intorno alle Agoraie
La sterrata è larga e comoda
Gli alberi candidi dopo la nevicata di ieri
Al passo delle Lame hanno costruito un piccolo igloo
Il rifugio Monte degli Abeti è chiuso, neppure un piccolo locale invernale dove ripararsi. La sosta pranzo la facciamo qui, all'interno della Cappelletta delle Lame

M. RAGOLA dal passo dello Zovallo

25 febbraio 2010 - Bruno, Paolo, Marco, Renato, Roby, Angela, Gianni, Franca

Tutti in riga nei pressi del passo dello Zovallo
A destra la parete rocciosa al di là della quale c'è il Ragola
Siamo nel tratto in discesa che costeggia la parete rocciosa
Tra i pini prima di arrivare al Prato Grande
Il Prato Grande e, a sinistra, il rifugio monte Ragola
Saliamo verso il Ragola
La vetta immersa nella nebbia
Il cane Rex, che è del proprietario di un albergo sotto il passo dello Zovallo, ha fatto la gita con noi
La bella croce in vetta
Il panorama dalla vetta in un breve squarcio di sereno
Scendiamo verso il rifugio
Scendendo scattiamo un'ultima immagine alla vetta del Ragola immersa nella nebbia
Abbiamo attraversato la fascia del bosco e sbuchiamo sul Prato Grande
Tra poco ci fermeremo a mangiare davanti al rifugio...
... che è in fondo al prato
Sole e nebbia si alternano mentre, seduti sulle sdraio, mangiamo i nostri panini
Sulla via del ritorno
Il passo dello Zovallo è ormai vicino
 

RIFUGIO ARGENTEA da Arenzano

11 marzo 2010 - Bruno, Claudio, Dino, Renato, Giorgio, Franco & Bruna, Chiara, Angela, Maria, Gianni, Franca

Partiti da Arenzano siamo arrivati al riparo Scarpeggin ...
... da dove possiamo ammirare il mare che si stende sotto di noi
Al passo della Gavetta. Peccato che in quota le cime siano avvolte dalle nuvole
Dopo una breve sosta alla Cà de Gava riprendiamo il cammino
La neve e il mare ci accompagnano
Quando incrociamo il sentiero con i tre pallini rossi lo seguiamo ...
... per poi salire direttamente in cresta ...
... dove troviamo i pallini blu dello spartiacque e i paletti dell'Alta Via
Siamo vicini al rifugio ma ancora nn lo vediamo. Claudio ci riprende in questa foto dove intorno a noi tutto è bianco, la neve, il cielo, gli alberi
Davanti al rifugio
In uno squarcio di sereno si è visto il mare e Claudio ne ha approfittato per scattare questa bella foto
Ecco come si presenta a metà marzo il paesaggio intorno al rifugio ....
... mentre gli alberi carichi di neve gli regalano una cornice spettacolare
In queste foto di Claudio stiamo cercando il sentiero con il triangolo rosso per scendere verso Arenzano
Gli alberi sono tutti così, tanto carichi di neve da sembrare sculture
Sempre sull'Alta Via prima di scendere verso il Padre Rino
I cartelli a Pian di Lerca
Quanta neve su questo versante! Almeno un metro. E laggiù c'è il mare
Il rifugio Padre Rino
Il rifugio non ci invita ad una sosta perchè la strada da percorrere è lunga
Scendiamo ma la neve è ancora alta
Seguendo il segnavia del triangolo rosso ci siamo spostasti sul versante a sinistra della valle
Ultima breve sosta e ultima immagine alle case Segage. Sullo sfondo i monti che abbiamo appena lasciato
 

M. BEIGUA da Varazze

20 maggio 2010 - Paolo, Dino, Mino, Renato, Angela, Chiara, Paola, Cesare, Marasso, Gianni e Franca

Da Varazze al Beigua sul sentiero con la croce rossa. Discesa per Sciarborasca col segnavia quadrato rosso.

La nostra camminata inizia nel centro storico di Varazze ...
... che lasciamo per seguire il segnavia con la croce rossa sul ripido sentiero che presto ci porta in quota
Varazze è già lontana ...
... quando raggiungiamo la chiesetta del Beato Jacopo
Pochi minuti per contarci e riprendiamo il sentiero che sale al passo del Muraglione e scende sulla strada che porta alle Faie
Seguiamo la strada asfaltata fino a incrociare, poco prima dell'abitato, il sentiero che sale ripido e passa presso questa casa dove ci fermiamo a mangiare la focaccia
Si riparte. Presto il sentiero entra in un bosco di grandi faggi...
...che delimitano, tutti in fila, la strada "megalitica", che vuole dire di pietra
Abbiamo appena incontrato il cartello che indica, sulla nostra sinistra, la cima Priafaia. Sulla destra, ancora lontane, vediamo le antenne del Beigua
Raggiungiamo finalmente il bosco sotto la cima del Beigua ...
... e passiamo accanto a questo piccolo riparo
Salendo il mare ci accompagna. Siamo quasi arrivati alle panche dell'area pic nic appena sotto la chiesetta dove ci fermiamo per consumare il nostro pranzo
E' ora di riprendere il cammino. Ma prima è d'obbligo la foto di rito e così ci mettiamo in posa intorno alla statua del Cristo
Un pò su asfalto e un pò nel bosco scendiamo a Pratorotondo ...
... che lasciamo subito ...
... per scendere verso Sciarborasca lungo il vallone di Acquabona
La discesa continua e il sole, che oggi è stato generoso e ci ha accompagnato in tutta l'escursione, ci fa desiderare di raggiungere presto la fonte
Pochi minuti più sotto raggiungiamo la fonte Montebello e facciamo un'ultima sosta per bere e rinfrescarci. Sciarborasca è ormai a una sola ora di cammino
 

M. ORAMALA e M. MONTARLONE da Fontanigorda

27 maggio 2010 - Paolo, Renato, Dino, Bruno, Giorgio, Chiara, Gianni, Franca

Da Fontanigorda saliamo nella nebbia ...
... e dopo aver superato il passo di Esola e il passo di Ertola raggiungiamo il rifugio Foppiano
Lasciamo i Prati di Foppiano e sempre per boschi ...
... saliamo all'Oramala. Il rifugio di Foppiano è la nostra prossima meta. Al riparo di questo accogliente rifugio avvertiamo meno il freddo che accompagna la nebbia
Scendiamo fino al passo di Vallersone e, un'occhiata al cielo che sta schiarendo e una all'orologio, decidiamo di allungare la gita e salire anche sul Montarlone
Il bosco sotto il Montarlone ha il colore tenero della primavera
Siamo arrivati in vetta. Ai piedi della croce c'è un tondo in ferro del 1935 che ci incuriosisce
E' un "punto fiduciale" del Catasto. La sigla GPS esisteva già allora?
Ci mettiamo in posa per la foto. Nel cielo è comparso un pò di azzurro
Prima di scendere ...
... scatto un'ultima foto alla croce e all'Oramala che compare sullo sfondo
Sotto la vetta ci sono verdi praterie ...
... contrornate da abeti e faggi
La nostra discesa continua e poco prima del passo di Ertola svoltiamo a destra per scendere a Casanova di Rovegno
L'ultima immagine ci ritrae sul sentiero di "calanchi", sedimenti fini sui quali sono riusciti a fiorire i minuscoli fiori della saponaria. Casanova di Rovegno è ormai vicina
 
Le foto, numerosissime, hanno trovato posto su alcune pagine dedicate:
Inaugurazione del sentiero AQ1 e benedizione della nuova croce sul monte Croce Pinasco

e potranno essere trovate anche digitando su Google "sentiero AQ1"
La realizzazione del sentiero è tutta opera di volontariato di soci del CAI - Fausto e Franco tra i promotori - e la manifestazione, molto bella e perfettamente riuscita, ha visto la partecipazione di una vera folla di escursionisti, del coro Monte Zerbion, delle autorità del CAI, del parroco Don Giuseppe che ha celebrato la S. Messa sul monte Croce Pinasco. Su questa cima, sulle alture di S. Gottardo, Paolo ha sistemato una bella croce in ferro battuto su un basamento di pietre e cemento.
 

CIMA DELLE SALINE e CIMA PIAN BALLAUR da Carnino

3 giugno 2010 - Paolo, Dino, Bruno, Renato, Chiara, Cesare, Gianni, Stefano, Franca

La giornata è calda e soleggiata. Ci aspetta un lungo anello che ci porterà al colle e alla cima delle Saline, a cima Pian Ballaur, al colle del Pas, alla conca di Piaggia Bella e al passo delle Mastrelle
Dall'alto siamo solo piccoli punti che si muovono lungo il sentiero. Questo attraverserà la lingua di neve e si porterà sull'opposto versante dove si trova la croce Pastorelli
Renato sta salendo sulla lingua di neve sotto il colle delle Saline
Il colle e la cima delle Saline ...
... e la croce in vetta
Paolo sale sul ripido pendio che porta alla cima ...
... dove ci riuniamo per la foto di rito
Ora dovremo scendere e risalire fino alla cima Pian Ballaur seguendo il pendio scoperto sulla sinistra della foto. Stefano invece salirà per neve
Tutti sulla cima Pian Ballaur
Superato il colle del Pas scendiamo verso il bivacco Saracco-Volante
Siamo alla conca di Piaggia Bella ...
... vicino al bivacco, prima di incamminarci ...
... verso il passo delle Mastrelle
I prati sono fioriti di ranuncoli bianchi
Scendiamo dal passo delle Mastrelle per tornare a Carnino. Proprio una disdetta la mia caduta, laggiù in basso dove il sentiero diventa facile e pianeggiante, che mi ha lasciato con la spalla destra fratturata ...
 

M. TORAGGIO dal rifugio Allavena

23 giugno 2010 - Renato, Paola, Angela, Dino, Mino

Sul Toraggio passando per il sentiero degli Alpini. Il tempo che alla mattina era splendido purtroppo si è guastato con l'arrivo della nebbia. Le foto sono di Paola

Lasciato il rifugio Allavena il sentiero corre tra i larici. Il tempo alla mattina è splendido
Il sentiero degli Alpini taglia il versante italiano della montagna
Sulla salita finale verso la cima. Purtroppo è salita la nebbia a cancellare il panorama
Paola in vetta
 

M. PENNA dal Passo dei Ghiffi

9 settembre 2010 - Renato, Paola, Paolo, Mino, Cesare, Gianni e Franca

Nuvole, brevi schiarite e un temporale schivato per un pelo in questa bella escursione che ha visto il mio rientro nelle gite del giovedì dopo l'incidente alle Saline

Partiti dal Passo dei Ghiffi abbiamo raggiunto il Passo della Scaletta. Paolo mostra a Paola ...
Saliamo lungo le roccette della Scaletta ...(foto Paola)
... per raggiungere il bosco che ci porterà al Passo dell'Incisa (foto Paola)
Lasciato il passo, pieno di auto di fungaioli, saliamo tra i faggi lucidi di pioggia
Una nebbia leggera avvolge il bosco ...
... e la cima. Ai piedi della Madonna fotografo una parte del gruppo prima di scendere un poco più in basso per mangiare al riparo del vento
Scendiamo verso il Passo dell'Incisa e Mino, Paolo e Renato cercano - e trovano - dei bellissimi funghi
Sulla via del ritorno possiamo ammirare - in questa immagine libero dalle nuvole - il monte sul quale siamo saliti
In discesa faremo una variante lungo il quadrato giallo ...
... che attraverso il bosco ...
... ci riporterà al Passo della Scaletta dove incontreremo di nuovo i segni dell'Alta Via (foto Paola)
Tra poco raggiungeremo il Passo dei Ghiffi ... (foto Paola)
... mentre i tuoni minacciano pioggia ...
... e ci danno giusto il tempo di arrivare alle auto prima di scatenare un bel temporale

M. GOTTERO dal Passo della Cappelletta

23 settembre 2010 - Renato, Elio, Claudio, Bruno, Chiara, Angela, Cesare, Dino, Maurizio, Mino, Gianni, Franca

Lasciamo le auto al passo della Cappelletta. Il tempo è splendido
I pascoli che attraversiamo sono cintati e per proseguire scavalchiamo brevi scalette
Grandi boschi di faggi circondano il Gottero ...
... e lasciano spazio alla prateria poco sotto la cima
Claudio ci fotografa in vetta mentre Gianni mostra il bellissimo porcino trovato sul sentiero
Ancora di Claudio questa foto con la croce piegata e contorta. Come mai è ridotta così? La tesi più accreditata è che il palo verticale, troppo fragile, non sia stato in grado di sopportare la forza del vento contro la parte più alta della struttura quando il ghiaccio l'ha ricoperta appesantendola e trasformandola in vela
Dalla cima possiamo osservare l'Appennino Tosco Emiliano e le Apuane ...
... mentre dalla parte opposta sono visibili il Penna e il Pennino e, più lontano sullo sfondo, il Lesima
Il gruppo è al completo grazie all'autoscatto di Claudio
In discesa non ripercorriamo i passi fatti all'andata ma scendiamo il Gottero dal versante opposto ...
... fino a raggiungere la Foce dei Tre Confini, dove si trova il termine che un tempo segnava il confine di tre Stati: Granducato di Toscana, Ducato di Parma e Repubblica di Genova
In questa foto del termine si possono osservare due date: 1780 e 1823. Noi lasciamo la Foce dei Tre Confini e giriamo a sinistra per prendere il sentiero dell'Alta Via che passa ai piedi del Gottero e torna verso la Cappelletta
Un'ultima breve sosta e poi ci incamminiamo verso il vicino ...
... passo della Cappelletta
Prima di lasciare la zona ci fermiamo a Varese Ligure. In queste foto la torre al centro del paese ...
... e il bellissimo borgo
 

M. RAMACETO da Pianezza

14 ottobre 2010 - Dino, Maurizio, Stefano, Renato, Mino, Cesare, Giorgio, Gianni, Paola, Chiara, Franca

Partiti da Pianezza siamo saliti verso Orero seguendo la X rossa
Il sentiero passa in cresta al monte Panigaro per cui Orero è sotto di noi
Passiamo letteralmente attraverso i tralicci e il Ramaceto, inquadrato in questa struttura, sembra in gabbia
La cresta digrada fino a scendere ...
... a Croce d'Orero. 200 metri di quota saliti e ridiscesi che vanno ad aggiungersi ai 1300 di dislivello di questa escursione
Dopo un lungo cammino da Croce di Orero che ci ha portati alle pendici del monte Zuccarello e alla Bocca di Feia siamo ora in prossimità della vetta
Affacciati alle rocce della vetta fotografiamo i prati ancora verdi che circondano Cichero
La foto di rito è d'obbligo ma la sosta presso la cappella è breve perchè ...
... il tragitto è ancora molto lungo
In discesa seguiamo la cresta sud con il quadrato vuoto rosso
Dall'alto possiamo osservare la conca prativa su cui è adagiato Cichero
Queste rocce inclinate erano coperte da uno strato di ardesia che si è frantumato e staccato ...
... fino a ridursi in minutissimi pezzi che ora tappezzano il sentiero
Siamo al passo del Dente ...
... e ci voltiamo a osservare il Ramaceto e la cresta da cui siamo scesi
Fa uno strano effetto attraversare queste case abbandonate di Soglio
Sotto di noi si snoda la val Fontanabuona
Bellissimo questo uliveto con le reti perfettamente stese pronte per l'imminente raccolto, Peccato che più in basso, ormai in prossimità di Pian dei Ratti, il sentiero si perda attraverso i rovi
 

Traversata ACQUASANTA - SENTIERO FRASSATI F1 alla Baiarda - M. PENELLO - LENCISA - SCARPINO - BOLZANETO

11 novembre 2010 - Dino, Paolo, Elio, Claudio, Giorgio, Cesare, Chiara, Angela, Franco, Bruna, Renato, Giovanni, Giampiero, Testino, Gianni, Franca

Il programma era di salire alla Punta Martin ma quando ci siamo ritrovati sul sentiero Frassati (che ci ha permesso di evitare l'interruzione presso la stazione) abbiamo deciso di cambiare itinerario
Stiamo seguendo il Rio Baiardetta, passiamo oltre il Masso del Ferrante e ...
... risaliamo la ripida parete della Baiarda
Il sentiero sale a zig zag e più in alto ...
... cominciano le funi metalliche che servono da corrimano nei tratti più esposti
Ecco il tracciato visto dall'alto
Il sentiero passa in questo ampio canale e sbuca sul crinale
Prima di arrivare al colle ci voltiamo ad osservare la Punta Martin e il vallone della Baiardetta
Dal colle facciamo una piccola deviazione per andare alla Cappellina della Baiarda (foto di Claudio)
Il mare e l'aereoporto sono sotto di noi
La sosta è brevissima anche perchè non tutti hanno voluto raggiungerci
Torniamo al colletto che avevamo lasciato poco prima ... (foto di Claudio)
... e seguiamo il crinale
In basso abbiamo il mare e le radure verdi dei Piani di Prà
Una breve sosta per mangiare la focaccia di Giorgio ...
... e proseguiamo verso il Penello
Dal Penello la traversata continua in direzione dei Piani di Praglia ...
... fino a raggiungere il Colle Gandolfi dove passa l'Alta Via
La seguiamo in direzione Praglia fino a che incontriamo il bivio per Lencisa
Claudio ci fotografa presso la Cappella Rocca Maia, prima di Lencisa, dove ci fermiamo a mangiare e ad ascoltare le poesie di Giovanni. Ci aspetta ancora un lungo cammino: Lencisa, Scarpino, Murta e infine Bolzaneto
   

 

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