Escursionismo in Liguria
di Franca Caluzzi
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Il diario delle escursioni con gli "amici del giovedì" del CAI ULE di Genova
   

M. ANTOLA da Torriglia

14 gennaio 2010 - Paolo, Dino, Mino, Renato, Giorgio, Angela, Chiara, Gianni e Franca

Il tempo brutto e le strade in cattive condizioni ci hanno suggerito questa gita con partenza da Torriglia. L'ambiente spettacolare è stato quindi una bella sorpresa e ci ha accompagnato in questa traversata con le ciaspole fino alla vetta dell'Antola.

Abbiamo lasciato Torriglia quasi due ore fa ma la neve rallenta molto e la strada da fare è ancora tanta
Nel bosco carico di neve
Siamo alla casa del Piccetto
Abbiamo lasciato Torriglia quasi due ore fa ma la neve rallenta molto e la strada da fare è ancora tanta
Nel bosco carico di neve
Siamo alla casa del Piccetto
... e il paesaggio veramente suggestivo
Il gruppo in posa nella radura che si incontra poco prima che il sentiero che stiamo seguendo si congiunga con quello proveniente da Bavastrelli
Il bosco è carico di neve ...
... e il paesaggio veramente suggestivo
Il gruppo in posa nella radura che si incontra poco prima che il sentiero che stiamo seguendo si congiunga con quello proveniente da Bavastrelli
Cartello al bivio tra i due sentieri
Siamo sempre al bivio, poco sotto la casa del Musante
La vecchia casa abbandonata del Musante
Cartello al bivio tra i due sentieri
Siamo sempre al bivio, poco sotto la casa del Musante
La vecchia casa abbandonata del Musante
Puntini verso la vetta
La chiesetta dell'Antola
La croce è coperta dalla galaverna
Puntini verso la vetta
La chiesetta dell'Antola
La croce è coperta dalla galaverna
Il freddo in vetta ci costringe a scendere fino alla chiesetta dove ci fermiamo a mangiare
Le tettoia con il tavolo e le panche che ritroviamo sulla strada del ritorno
Ultima immagine della discesa che ci riporta a Torriglia
Il freddo in vetta ci costringe a scendere fino alla chiesetta dove ci fermiamo a mangiare
Le tettoia con il tavolo e le panche che ritroviamo sulla strada del ritorno
Ultima immagine della discesa che ci riporta a Torriglia
 

M. MAGGIORASCA da Rocca d'Aveto

21 gennaio 2010 - Paolo, Dino, Giovanni, Gianpiero, Giorgio, Chiara, Renato, Tonino, Mino, Bruno, Gianni, Franca

Itinerario bello e insolito per il Maggiorasca: da Rocca d'Aveto siamo andati a destra per il passo della Lepre. Incrociato il sentiero con la X gialla che sale da Allegrezze abbiamo seguito i segni che ci hanno portato al Maggiorasca passando vicino alla Croce di Martincano. Dal Maggiorasca al Bue e poi al Prato della Cipolla dove il sole caldo ci ha permesso di di stare seduti sulla veranda del rifugio. In discesa abbiamo seguito per un tratto la nuova pista da sci che collega il Prato della Cipolla a Rocca d'Aveto, poi abbiamo imboccato sulla sinistra un sentiero nel bosco segnato da un cartello per il passo della Lepre. Il sentiero si snoda nel bosco e arriva a una radura, che pensiamo si chiami prato della Rocca, dominata dalla bastionata sud del Maggiorasca. Proseguendo abbiamo raggiunto il passo della Lepre e il sentiero percorso in salita che ci ha riportati a Rocca d'Aveto. Il tempo è stato bellissimo.

Lungo il sentiero con la x gialla che sale al Maggiorasca
La Croce di Martincano. La croce che si può osservare è costruita con dei semplici bastoni.
Saliamo nel bosco. Lasceremo la Croce di Martincano sulla sinistra e proseguiremo verso destra per il Maggiorasca.
Lungo il sentiero con la x gialla che sale al Maggiorasca
La Croce di Martincano. La croce che si può osservare è costruita con dei semplici bastoni.
Saliamo nel bosco. Lasceremo la Croce di Martincano sulla sinistra e proseguiremo verso destra per il Maggiorasca.
Siamo al roccione, appena sotto la vetta del Maggiorasca, utilizzato come palestra di arrampicata
Aggiriamo il roccione e saliamo verso sinistra. Sulla nostra destra la cornice del Maggiorasca.
Il panorama dalla vetta verso est
Siamo al roccione, appena sotto la vetta del Maggiorasca, utilizzato come palestra di arrampicata
Aggiriamo il roccione e saliamo verso sinistra. Sulla nostra destra la cornice del Maggiorasca.
Il panorama dalla vetta verso est
Dalla cima osserviamo gli ultimi che stanno ancora salendo
Foto di gruppo ai piedi della Madonna. Qualcuno, spaventato dal freddo, è già fuggito.
Lasciamo la cima del Maggiorasca per salire al Bue
Dalla cima osserviamo gli ultimi che stanno ancora salendo
Foto di gruppo ai piedi della Madonna. Qualcuno, spaventato dal freddo, è già fuggito.
Lasciamo la cima del Maggiorasca per salire al Bue
Comodamente seduti sulla veranda del rifugio al Prato della Cipolla. Incredibilmente qui fa caldo e la sosta pranzo è piacevole.
Dopo aver seguito un tratto della pista da sci abbiamo imboccato il sentiero per il passo della Lepre
Il sentiero sbuca in una radura sovrastata dalla parete Sud del Maggiorasca
Comodamente seduti sulla veranda del rifugio al Prato della Cipolla. Incredibilmente qui fa caldo e la sosta pranzo è piacevole.
Dopo aver seguito un tratto della pista da sci abbiamo imboccato il sentiero per il passo della Lepre
Il sentiero sbuca in una radura sovrastata dalla parete Sud del Maggiorasca
 

M. CARMO da Caprile

28 gennaio 2010 - Paolo, Dino, Renato, Tonino, Bruno, Roby, Gianni, Franca, Mino

La nebbia che ci ha accompagnati nella prima parte della salita si sta diradando
Stiamo salendo verso le Case del Romano
Stiamo salendo verso le Case del Romano
La nebbia che ci ha accompagnati nella prima parte della salita si sta diradando
Stiamo salendo verso le Case del Romano
Il nuovissimo Osservatorio costruito appena sopra Case del Romano
Saliamo sopra le Case del Romano per raggiungere Capanne Carrega. Davanti a noi spunta il Carmo.
Il Carmo e, in basso, Capanne Carrega
Il nuovissimo Osservatorio costruito appena sopra Case del Romano
Saliamo sopra le Case del Romano per raggiungere Capanne Carrega. Davanti a noi spunta il Carmo.
Il Carmo e, in basso, Capanne Carrega
Nel bosco per salire al Carmo
Ormai fuori dal bosco affrontiamo l'ultima salita che porta in vetta. La neve, abbondante in basso, è stata spazzata dal vento.
In vetta
Nel bosco per salire al Carmo
Ormai fuori dal bosco affrontiamo l'ultima salita che porta in vetta. La neve, abbondante in basso, è stata spazzata dal vento.
In vetta
Inizia la discesa. Per mangiare ci fermeremo al limite del bosco.
Sulla dorsale Case del Romano - Antola
La via del ritorno segue la dorsale fino al passo Tre Croci
Inizia la discesa. Per mangiare ci fermeremo al limite del bosco.
Sulla dorsale Case del Romano - Antola
La via del ritorno segue la dorsale fino al passo Tre Croci
La panchina ci invita ad una breve sosta
Sul monte Tre Croci
Verso il passo Tre Croci
La panchina ci invita ad una breve sosta
Sul monte Tre Croci
Ancora il monte Tre Croci
Giochi di luci e ombre sulla neve scendendo dal passo Tre Croci verso Caprile
I tetti di Caprile
Ancora il monte Tre Croci
Giochi di luci e ombre sulla neve scendendo dal passo Tre Croci verso Caprile
I tetti di Caprile
 

ANELLO DEL LAGO DELLE LAME

12 febbraio 2010 - Dino, Paolo, Bruno, Gianni, Franca

Da Magnasco siamo saliti al lago delle Lame
e abbiamo seguito il sentiero con l'intenzione di raggiungere il passo Pre de Lame e la vetta dell'Aiona.
Fa freddo, il cielo è coperto e sotto la neve fresca c'è uno strato ghiacciato
Da Magnasco siamo saliti al lago delle Lame
e abbiamo seguito il sentiero con l'intenzione di raggiungere il passo Pre de Lame e la vetta dell'Aiona.
Fa freddo, il cielo è coperto e sotto la neve fresca c'è uno strato ghiacciato
Quando siamo arrivati al bivio erano già le 11 e 20, troppo tardi per salire all'Aiona con le ciaspole ai piedi. E lassù probabilmente ci sarà stato un vento gelido ...
... per questo abbiamo rinunciato alla vetta e ci siamo diretti verso la Cappelletta delle Lame, facendo un anello intorno alle Agoraie
La sterrata è larga e comoda
Quando siamo arrivati al bivio erano già le 11 e 20, troppo tardi per salire all'Aiona con le ciaspole ai piedi. E lassù probabilmente ci sarà stato un vento gelido ...
... per questo abbiamo rinunciato alla vetta e ci siamo diretti verso la Cappelletta delle Lame, facendo un anello intorno alle Agoraie
La sterrata è larga e comoda
Gli alberi candidi dopo la nevicata di ieri
Al passo delle Lame hanno costruito un piccolo igloo
Il rifugio Monte degli Abeti è chiuso, neppure un piccolo locale invernale dove ripararsi. La sosta pranzo la facciamo qui, all'interno della Cappelletta delle Lame.
Gli alberi candidi dopo la nevicata di ieri
Al passo delle Lame hanno costruito un piccolo igloo
Il rifugio Monte degli Abeti è chiuso, neppure un piccolo locale invernale dove ripararsi. La sosta pranzo la facciamo qui, all'interno della Cappelletta delle Lame.

TRAVERSATA S. MARGHERITA - CAMOGLI

18 febbraio 2010 - Dino, Paolo, Bruno, Renato, Roby, Gianni, Franca

Da Santa Margherita saliamo verso Pietre Strette
per poi scendere a San Fruttuoso
Qui facciamo un piccolo spuntino all'agriturismo il Mulino abbarbicato sopra San Fruttuoso
Da Santa Margherita saliamo verso Pietre Strette
per poi scendere a San Fruttuoso
Qui facciamo un piccolo spuntino all'agriturismo il Mulino abbarbicato sopra San Fruttuoso
Scesi a San Fruttuoso stiamo già risalendo accompagnati da una pioggia leggera
Dopo una veloce sosta sopra Cala dell'Oro per mangiare un panino ci incamminiamo lungo la via delle catene ...
... che, con le rocce bagnate, sono in qualche tratto indispensabili
Scesi a San Fruttuoso stiamo già risalendo accompagnati da una pioggia leggera
Dopo una veloce sosta sopra Cala dell'Oro per mangiare un panino ci incamminiamo lungo la via delle catene ...
... che, con le rocce bagnate, sono in qualche tratto indispensabili
Sulla via verso San Rocco di Camogli raggiungiamo la località delle Batterie
e scendiamo sotto il sentiero per osservare queste postazioni che si affacciano sul mare
Tra poco raggiungeremo San Rocco di Camogli
Sulla via verso San Rocco di Camogli raggiungiamo la località delle Batterie
e scendiamo sotto il sentiero per osservare queste postazioni che si affacciano sul mare
Tra poco raggiungeremo San Rocco di Camogli

M. RAGOLA dal passo dello Zovallo

25 febbraio 2010 - Bruno, Paolo, Marco, Renato, Roby, Angela, Gianni, Franca

Tutti in riga nei pressi del passo dello Zovallo
A destra la parete rocciosa al di là della quale c'è il Ragola
Siamo nel tratto in discesa che costeggia la parete rocciosa
Tutti in riga nei pressi del passo dello Zovallo
A destra la parete rocciosa al di là della quale c'è il Ragola
Siamo nel tratto in discesa che costeggia la parete rocciosa
Tra i pini prima di arrivare al Prato Grande
Il Prato Grande e, a sinistra, il rifugio monte Ragola
Saliamo verso il Ragola
Tra i pini prima di arrivare al Prato Grande
Il Prato Grande e, a sinistra, il rifugio monte Ragola
Saliamo verso il Ragola
La vetta immersa nella nebbia
Il cane Rex, che è del proprietario di un albergo a S. Stefano, ha fatto la gita con noi
La bella croce in vetta
La vetta immersa nella nebbia
Il cane Rex, che è del proprietario di un albergo a S. Stefano, ha fatto la gita con noi
La bella croce in vetta
Il panorama dalla vetta in un breve squarcio di sereno
Scendiamo verso il rifugio
SScendendo scattiamo un'ultima immagine alla vetta del Ragola immersa nella nebbia
Il panorama dalla vetta in un breve squarcio di sereno
Scendiamo verso il rifugio
Scendendo scattiamo un'ultima immagine alla vetta del Ragola immersa nella nebbia
Abbiamo attraversato la fascia del bosco e sbuchiamo sul Prato Grande
Tra poco ci fermeremo a mangiare davanti al rifugio...
... che è in fondo al prato
Abbiamo attraversato la fascia del bosco e sbuchiamo sul Prato Grande
Tra poco ci fermeremo a mangiare davanti al rifugio...
... che è in fondo al prato
Sole e nebbia si alternano mentre, seduti sulle sdraio, mangiamo i nostri panini
Sulla via del ritorno
Il passo dello Zovallo è ormai vicino
Sole e nebbia si alternano mentre, seduti sulle sdraio, mangiamo i nostri panini
Sulla via del ritorno
Il passo dello Zovallo è ormai vicino
 

RIFUGIO ARGENTEA da Arenzano

11 marzo 2010 - Bruno, Claudio, Dino, Renato, Giorgio, Franco & Bruna, Chiara, Angela, Maria, Gianni, Franca

Partiti da Arenzano siamo arrivati al riparo Scarpeggin ...
... da dove possiamo ammirare il mare che si stende sotto di noi
Al passo della Gavetta. Peccato che in quota le cime siano avvolte dalle nuvole.
Partiti da Arenzano siamo arrivati al riparo Scarpeggin ...
... da dove possiamo ammirare il mare che si stende sotto di noi
Al passo della Gavetta. Peccato che in quota le cime siano avvolte dalle nuvole.
Dopo una breve sosta alla Cà de Gava riprendiamo il cammino
La neve e il mare ci accompagnano
Quando incrociamo il sentiero con i tre pallini rossi lo seguiamo ...
Dopo una breve sosta alla Cà de Gava riprendiamo il cammino
La neve e il mare ci accompagnano
Quando incrociamo il sentiero con i tre pallini rossi lo seguiamo ...
... per poi salire direttamente in cresta ...
... dove troviamo i pallini blu dello spartiacque e i paletti dell'Alta Via.
Siamo vicini al rifugio ma ancora nn lo vediamo. Claudio ci riprende in questa foto dove intorno a noi tutto è bianco, la neve, il cielo, gli alberi.
... per poi salire direttamente in cresta ...
... dove troviamo i pallini blu dello spartiacque e i paletti dell'Alta Via.
Siamo vicini al rifugio ma ancora nn lo vediamo. Claudio ci riprende in questa foto dove intorno a noi tutto è bianco, la neve, il cielo, gli alberi.
Davanti al rifugio
In uno squarcio di sereno si è visto il mare e Claudio ne ha approfittato per scattare questa bella foto
Ecco come si presenta a metà marzo il paesaggio intorno al rifugio ...
Davanti al rifugio
In uno squarcio di sereno si è visto il mare e Claudio ne ha approfittato per scattare questa bella foto
Ecco come si presenta a metà marzo il paesaggio intorno al rifugio ....
... mentre gli alberi carichi di neve gli regalano una cornice spettacolare
In queste foto di Claudio stiamo cercando il sentiero con il triangolo rosso per scendere verso Arenzano
In queste foto di Claudio stiamo cercando il sentiero con il triangolo rosso per scendere verso Arenzano
... mentre gli alberi carichi di neve gli regalano una cornice spettacolare
In queste foto di Claudio stiamo cercando il sentiero con il triangolo rosso per scendere verso Arenzano
Gli alberi sono tutti così, tanto carichi di neve da sembrare sculture
Sempre sull'Alta Via prima di scendere verso il Padre Rino
I cartelli a Pian di Lerca
Gli alberi sono tutti così, tanto carichi di neve da sembrare sculture
Sempre sull'Alta Via prima di scendere verso il Padre Rino
I cartelli a Pian di Lerca
Quanta neve su questo versante! Almeno un metro. E laggiù c'è il mare
Il rifugio Padre Rino
Il rifugio non ci invita ad una sosta perchè la strada da percorrere è lunga
Quanta neve su questo versante! Almeno un metro. E laggiù c'è il mare
Il rifugio Padre Rino
Il rifugio non ci invita ad una sosta perchè la strada da percorrere è lunga
Scendiamo ma la neve è ancora alta
Seguendo il segnavia del triangolo rosso ci siamo spostasti sul versante a sinistra della valle
Ultima breve sosta e ultima immagine alle case Segage. Sullo sfondo i monti che abbiamo appena lasciato.
Scendiamo ma la neve è ancora alta
Seguendo il segnavia del triangolo rosso ci siamo spostasti sul versante a sinistra della valle
Ultima breve sosta e ultima immagine alle case Segage. Sullo sfondo i monti che abbiamo appena lasciato.
 

M. BEIGUA da Varazze

20 maggio 2010 - Paolo, Dino, Mino, Renato, Angela, Chiara, Paola, Cesare, Marasso, Gianni e Franca

Da Varazze al Beigua sul sentiero con la croce rossa. Discesa per Sciarborasca col segnavia quadrato rosso.

La nostra camminata inizia nel centro storico di Varazze ...
... che lasciamo per seguire il segnavia con la croce rossa sul ripido sentiero che presto ci porta in quota
Varazze è già lontana ...
La nostra camminata inizia nel centro storico di Varazze ...
... che lasciamo per seguire il segnavia con la croce rossa sul ripido sentiero che presto ci porta in quota
Varazze è già lontana ...
... quando raggiungiamo la chiesetta del Beato Jacopo.
Pochi minuti per contarci e riprendiamo il sentiero che sale al passo del Muraglione e scende sulla strada che porta alle Faie.
Seguiamo la strada asfaltata fino a incrociare, poco prima dell'abitato, il sentiero che sale ripido e passa presso questa casa dove ci fermiamo a mangiare la focaccia.
... quando raggiungiamo la chiesetta del Beato Jacopo.
Pochi minuti per contarci e riprendiamo il sentiero che sale al passo del Muraglione e scende sulla strada che porta alle Faie.
Seguiamo la strada asfaltata fino a incrociare, poco prima dell'abitato, il sentiero che sale ripido e passa presso questa casa dove ci fermiamo a mangiare la focaccia.
Si riparte. Presto il sentiero entra in un bosco di grandi faggi...
...che delimitano, tutti in fila, la strada "megalitica", che vuole dire di pietra.
Abbiamo appena incontrato il cartello che indica, sulla nostra sinistra, la cima Priafaia. Sulla destra, ancora lontane, vediamo le antenne del Beigua.
Si riparte. Presto il sentiero entra in un bosco di grandi faggi...
...che delimitano, tutti in fila, la strada "megalitica", che vuole dire di pietra.
Abbiamo appena incontrato il cartello che indica, sulla nostra sinistra, la cima Priafaia. Sulla destra, ancora lontane, vediamo le antenne del Beigua.
Raggiungiamo finalmente il bosco sotto la cima del Beigua ...
... e passiamo accanto a questo piccolo riparo.
Salendo il mare ci accompagna. Siamo quasi arrivati alle panche dell'area pic nic appena sotto la chiesetta dove ci fermiamo per consumare il nostro pranzo.
Raggiungiamo finalmente il bosco sotto la cima del Beigua ...
... e passiamo accanto a questo piccolo riparo.
Salendo il mare ci accompagna. Siamo quasi arrivati alle panche dell'area pic nic appena sotto la chiesetta dove ci fermiamo per consumare il nostro pranzo.
E' ora di riprendere il cammino. Ma prima è d'obbligo la foto di rito e così ci mettiamo in posa intorno alla statua del Cristo
Un pò su asfalto e un pò nel bosco scendiamo a Pratorotondo ...
... che lasciamo subito ...
E' ora di riprendere il cammino. Ma prima è d'obbligo la foto di rito e così ci mettiamo in posa intorno alla statua del Cristo.
Un pò su asfalto e un pò nel bosco scendiamo a Pratorotondo ...
... che lasciamo subito ...
... per scendere verso Sciarborasca lungo il vallone di Acquabona.
La discesa continua e il sole, che oggi è stato generoso e ci ha accompagnato in tutta l'escursione, ci fa desiderare di raggiungere presto la fonte.
Pochi minuti più sotto raggiungiamo la fonte Montebello e facciamo un'ultima sosta per bere e rinfrescarci. Sciarborasca è ormai a una sola ora di cammino.
... per scendere verso Sciarborasca lungo il vallone di Acquabona.
La discesa continua e il sole, che oggi è stato generoso e ci ha accompagnato in tutta l'escursione, ci fa desiderare di raggiungere presto la fonte.

Pochi minuti più sotto raggiungiamo la fonte Montebello e facciamo un'ultima sosta per bere e rinfrescarci. Sciarborasca è ormai a una sola ora di cammino.

 

M. ORAMALA e M. MONTARLONE da Fontanigorda

27 maggio 2010 - Paolo, Renato, Dino, Bruno, Giorgio, Chiara, Gianni, Franca

Da Fontanigorda saliamo nella nebbia ...
... e dopo aver superato il passo di Esola e il passo di Ertola raggiungiamo il rifugio Foppiano.
Lasciamo i Prati di Foppiano e sempre per boschi ...
Da Fontanigorda saliamo nella nebbia ...
... e dopo aver superato il passo di Esola e il passo di Ertola raggiungiamo il rifugio Foppiano.
Lasciamo i Prati di Foppiano e sempre per boschi ...
... saliamo all'Oramala. Il rifugio di Foppiano è la nostra prossima meta. Al riparo di questo accogliente rifugio avvertiamo meno il freddo che accompagna la nebbia.
Scendiamo fino al passo di Vallersone e, un'occhiata al cielo che sta schiarendo e una all'orologio, decidiamo di allungare la gita e salire anche sul Montarlone.
Il bosco sotto il Montarlone ha il colore tenero della primavera.
... saliamo all'Oramala. Il rifugio di Foppiano è la nostra prossima meta. Al riparo di questo accogliente rifugio avvertiamo meno il freddo che accompagna la nebbia.
Scendiamo fino al passo di Vallersone e, un'occhiata al cielo che sta schiarendo e una all'orologio, decidiamo di allungare la gita e salire anche sul Montarlone.
Il bosco sotto il Montarlone ha il colore tenero della primavera.
Siamo arrivati in vetta. Ai piedi della croce c'è un tondo in ferro del 1935 che ci incuriosisce.
E' un "punto fiduciale" del Catasto. La sigla GPS esisteva già allora?
Ci mettiamo in posa per la foto. Nel cielo è comparso un pò di azzurro.
Siamo arrivati in vetta. Ai piedi della croce c'è un tondo in ferro del 1935 che ci incuriosisce.
E' un "punto fiduciale" del Catasto. La sigla GPS esisteva già allora?
Ci mettiamo in posa per la foto. Nel cielo è comparso un pò di azzurro.
Prima di scendere ...
... scatto un'ultima foto alla croce e all'Oramala che compare sullo sfondo.
Sotto la vetta ci sono verdi praterie ...
Prima di scendere ...
... scatto un'ultima foto alla croce e all'Oramala che compare sullo sfondo.
Sotto la vetta ci sono verdi praterie ...
... contrornate da abeti e faggi.
La nostra discesa continua e poco prima del passo di Ertola svoltiamo a destra per scendere a Casanova di Rovegno.
L'ultima immagine ci ritrae sul sentiero di "calanchi", sedimenti fini sui quali sono riusciti a fiorire i minuscoli fiori della saponaria. Casanova di Rovegno è ormai vicina.
... contrornate da abeti e faggi.
La nostra discesa continua e poco prima del passo di Ertola svoltiamo a destra per scendere a Casanova di Rovegno.
L'ultima immagine ci ritrae sul sentiero di "calanchi", sedimenti fini sui quali sono riusciti a fiorire i minuscoli fiori della saponaria. Casanova di Rovegno è ormai vicina.
 
Le foto, numerosissime, hanno trovato posto su alcune pagine dedicate:
Inaugurazione del sentiero AQ1 e benedizione della nuova croce sul monte Croce Pinasco

e potranno essere trovate anche digitando su Google "sentiero AQ1"
La realizzazione del sentiero è tutta opera di volontariato di soci del CAI - Fausto e Franco tra i promotori - e la manifestazione, molto bella e perfettamente riuscita, ha visto la partecipazione di una vera folla di escursionisti, del coro Monte Zerbion, delle autorità del CAI, del parroco Don Giuseppe che ha celebrato la S. Messa sul monte Croce Pinasco. Su questa cima, sulle alture di S. Gottardo, Paolo ha sistemato una bella croce in ferro battuto su un basamento di pietre e cemento.
 

CIMA DELLE SALINE e CIMA PIAN BALLAUR da Carnino

3 giugno 2010 - Paolo, Dino, Bruno, Renato, Chiara, Cesare, Gianni, Stefano, Franca

La giornata è calda e soleggiata. Ci aspetta un lungo anello che ci porterà al colle e alla cima delle Saline, a cima Pian Ballaur, al colle del Pas, alla conca di Piaggia Bella e al passo delle Mastrelle.
Dall'alto siamo solo piccoli punti che si muovono lungo il sentiero. Questo attraverserà la lingua di neve e si porterà sull'opposto versante dove si trova la croce Pastorelli.
Renato sta salendo sulla lingua di neve sotto il colle delle Saline
La giornata è calda e soleggiata. Ci aspetta un lungo anello che ci porterà al colle e alla cima delle Saline, a cima Pian Ballaur, al colle del Pas, alla conca di Piaggia Bella e al passo delle Mastrelle.
Dall'alto siamo solo piccoli punti che si muovono lungo il sentiero. Questo attraverserà la lingua di neve e si porterà sull'opposto versante dove si trova la croce Pastorelli.
Renato sta salendo sulla lingua di neve sotto il colle delle Saline
Il colle e la cima delle Saline ...
... e la croce in vetta
Paolo sale sul ripido pendio che porta alla cima ...
Il colle e la cima delle Saline ...
... e la croce in vetta
Paolo sale sul ripido pendio che porta alla cima ...
... dove ci riuniamo per la foto di rito
Ora dovremo scendere e risalire fino alla cima Pian Ballaur seguendo il pendio scoperto sulla sinistra della foto. Stefano invece salirà per neve.
Tutti sulla cima Pian Ballaur
... dove ci riuniamo per la foto di rito
Ora dovremo scendere e risalire fino alla cima Pian Ballaur seguendo il pendio scoperto sulla sinistra della foto. Stefano invece salirà per neve.
Tutti sulla cima Pian Ballaur
Superato il colle del Pas scendiamo verso il bivacco Saracco-Volante
Siamo alla conca di Piaggia Bella ...
... vicino al bivacco, prima di incamminarci ...
Superato il colle del Pas scendiamo verso il bivacco Saracco-Volante
Siamo alla conca di Piaggia Bella ...
... vicino al bivacco, prima di incamminarci ...
... verso il passo delle Mastrelle.
I prati sono fioriti di ranuncoli bianchi
Scendiamo dal passo delle Mastrelle per tornare a Carnino. Proprio una disdetta la mia caduta, laggiù in basso dove il sentiero diventa facile e pianeggiante, che mi ha lasciato con la spalla destra fratturata ...
... verso il passo delle Mastrelle.
I prati sono fioriti di ranuncoli bianchi
Scendiamo dal passo delle Mastrelle per tornare a Carnino. Proprio una disdetta la mia caduta, laggiù in basso dove il sentiero diventa facile e pianeggiante, che mi ha lasciato con la spalla destra fratturata ...
 

M. TORAGGIO dal rifugio Allavena

23 giugno 2010 - Renato, Paola, Angela, Dino, Mino

Sul Toraggio passando per il sentiero degli Alpini. Il tempo che alla mattina era splendido purtroppo si è guastato con l'arrivo della nebbia.

Lasciato il rifugio Allavena il sentiero corre tra i larici. Il tempo alla mattina è splendido.
Lasciato il rifugio Allavena il sentiero corre tra i larici. Il tempo alla mattina è splendido.
Il sentiero degli Alpini taglia il versante italiano della montagna
Sulla salita finale verso la cima. Purtroppo è salita la nebbia a cancellare il panorama.
Paola in vetta
Il sentiero degli Alpini taglia il versante italiano della montagna
Sulla salita finale verso la cima. Purtroppo è salita la nebbia a cancellare il panorama.
Paola in vetta